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Le prove odontologiche dell’esistenza di Dio

Il prestigioso, anzi prestigiosissimo, anzi prestigiosisissimo filofofo William Lane Craig, sempre più noto al pubblico per l’elaborazioni di teorie da contrapporre alle tesi di Richard Dawkins, ha più volte invitato quest’ultimo a pubbliche disfide, inviti declinati dallo stesso Dawkins in quanto non ritiene all’altezza Lane Craig di tali confronti. Non ritiene all’altezza? Non ritiene all’altezzaaa?

Meglio se ascoltiamo le parole dello stesso Lane Craig,  il quale, usando gli argomenti di Dawkins contro l’esistenza di Dio, ha voluto ribaltare le affermazioni delineando tre prove dell’esistenza di Dio.

1) Argomento cosmologico:

Dawkins scrive: «Anche se ci concediamo il dubbio lusso di far comparire arbitrariamente un essere che pone fine a un processo infinito e di dargli un nome solo perché ci serve, non c’è nessun motivo di attribuirgli le proprietà di norma ascritte a Dio: onnipotenza, onniscienza, bontà, progettualità, nonché attributi umani come l’esaudimento di preghiere, il perdono dei peccati e la lettura dei pensieri più riposti».

William Craig, partendo dall’argomento avanzato da Dawkins, sostiene:
1. Tutto ciò che ha cominciato ad esistere ha una causa.
2. L’universo cominciò ad esistere.
3. Quindi l’universo ha una causa e questa causa deve necessariamente provenire da un essere intelligente, altrimenti si negherebbe l’esistenza di Dio, quindi Dio esiste.

Il filosofo, dopo estenuanti e complicatissime ricerche, è arrivato a scovare le prove scientifiche e filofofiche dell’affermazione che l’universo ha cominciato ad esistere e dunque ha avuto un inizio. E’ un po’ come una mela, se c’è significa che esiste e se esiste significa che c’è. Ma ci si può spingere più in là: l’esistenza di una mela significa che in qualche momento ha cominciato ad essere una mela. Il concetto è effettivamente un po’ difficile e solo le menti più raffinate ci possono arrivare, questa è la filosofia ragazzi, bisogna sforzarsi per capirla! La sua argomentazione prosegue poi indicando le caratteristiche che questa causa dell’universo deve possedere, deve essere: “immateriale, atemporale, senza cambiamento, possedere una potenza inimmaginabile ed avere l’acqua calda nei bagni”.

2) Argomento morale:

Dawkins per sostenere l’inesistenza di Dio diventa un estremo relativista, lalalista, omosessualista, laicista, apripista, ista e poi ista: «Nello sviluppo strettamente biologico non c’è nessun design, nessuno scopo, nessun male, nessun bene, niente, ma indifferenza impietosa, noi siamo macchine il cui unico scopo è propagare DNA…».
Ma, fa notare Craig, una volta che Dawkins ha negato l’esistenza del male e del bene, si dimostra invece un testardo moralista ed anche un poco ista. Lui infatti ha più volte condannato vigorosamente azioni come: molestie sessuali, discriminazione degli omosessuali, indottrinamento religioso dei bambini, il sacrificio umano. Dawkins ci propone perfino dei suoi personali “10 comandamenti” che contraddicono il suo relativismo etico.

Craig, partendo dall’argomento di Dawkins, sostiene invece:
1. Se Dio non esiste non ci sono valori morali, gli atei infatti sono inacpaci di amare o fare del bene.
2. Valori morali oggettivi esistono e sono necessariamente queli cristiani.
3. Quindi Dio esiste.

3) Argomento teleologico:

Richard Dawkins, tentando di sminuire la forza del principio antropico, si rifugia nel Multiverso e scrive: «Il multiverso potrebbe sembrare stravagante nel suo avere così tanti universi, ma se ciascuno di questi è semplice nelle sue leggi fondamentali, noi non stiamo postulando niente di altamente improbabile».

Tuttavia, Craig fa le seguenti obiezioni:
1) Nessun universo nel “multiverso” è semplice, perché è caratterizzato da una molteplicità di costanti, se tutti gli universi erano semplici perché Dawkins ha sentito il bisogno di rifugiarsi nel “multiverso” essendo lui un ateo e gli atei non hanno bisogno di rifugiarsi in nessun posto perchè sono privi di sentimenti? .
2) Dawkins ritiene che la semplicità del tutto è dovuta dalla semplicità delle parti che compongono questo tutto, ma questo è un errore ovvio, un mosaico complesso per esempio è composto da un grande numero di piccole e semplici parti, nello stesso modo il multi verso è complesso anche se gli universi che lo compongono sono semplici.
3) La grattuggia di Occam ci dice di non moltiplicare entità all’infuori del necessario e Dawkins fa esattamente questo per spiegare il “fine-tuning”.

Rovesciando l’argomento di Dawkins, Craig sostiene:
1. Il “fine-tuning” dell’universo può essere dovuto da: a) le necessità fisiche della materia, perchè anche la materia ha le sue necessità… b) il caso più becero e assurdo (teoria degli atei). c) Dio.
2. Il “fine- tuning” non può essere dovuto da necessità fisiche o casuali e poco importa che non sia necessario per spiegare le variabili cosmologiche.
3. Quindi è dovuto a Dio.
Conclusione: William Lane Craig 1, Richard Dawkins 0. Palla al centro.

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